Lapponia: hai mai pescato su un lago ghiacciato?

La terza mattina ha un risveglio delicato come le altre.

Le giornate non cominciano all’improvviso come siamo abituati a Milano, ma seguono il lento cammino della luce che piano piano cerca di sollevarsi da dietro le montagne.

Ci siamo svegliati ancora con l’immagine dell’aurora danzante sopra le nostre teste e abbiamo gli occhi ancora pieni di sogni.

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Viaggio in Lapponia: preparazione alla prima avventura artica in gruppo.

Un viaggio cominciato quasi per caso, una richiesta sussurrata che poi si è trasformata in un’avventura condivisa.

Un desidero espresso sotto voce da un’amica, che vorrebbe vedere l’aurora boreale e che, in quanto agenzia di viaggio, ha chiesto a me di realizzare.
Una richiesta che mi ha presa un po’ alla sprovvista perché, fino ad oggi, il nord Europa non è mai stata una delle mie mete, ma quando mi ha chiesto “Per piacere organizzalo come se lo dovessi fare te…” non ho saputo resistere, e piena di entusiasmo mi sono messa al lavoro.

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La scoperta di un viaggio diverso che si chiama felicità

Ho scoperto che esiste un nuovo livello di felicità.
È diverso, è solitario, è quasi brutale.
È un livello di felicità che si basa sulle basi della vita, su delle risposte.
È una felicità difficile da condividere, perché è una felicità sola…come il dolore.

È una felicità sorda, ovattata come un corridoio vuoto, come una sala d’attesa dove passi giorni a parlare sottovoce.

È una felicità curiosa che ti porta ad ascoltare i sospiri ed i pianti di chi ti sta accanto.
È una felicità sadica nel vedere che chi esce dalla porta col cartello sala colloqui, ha un pianto senza speranza negli occhi mentre tu ancora ce l’hai.

È una felicità che si basa sulle misurazioni; impari giorno dopo giorno il livello di difficoltà e lo misuri col tuo.
È una felicità rispettosa, che impara a non chiedere, perché ha capito che potrebbe causare più sofferenza a chi ti siede accanto da oramai non sai più quanti giorni.

È una felicità paziente, che impara a seguire i ritmi e a scandire i secondi.
È una felicità di sostegno che sfoga nell’abbraccio di una sconosciuta.

È una felicità mai provata perché è fatta di un fattore che viene poco considerato, il tempo, ma che oggi, in questo giorno, è davvero il regalo più bello mai ricevuto.
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Auguro a tutti voi di ricevere lo stesso regalo.

Un giorno a Las Vegas…può bastare?

Come Definirei Las Vegas?
Terrificante, calda e incasinata; meravigliosamente folle. Il paese dei balocchi di pinocchio a confronto sembra una passeggiata a Lourdes.

Non è tanto il fatto del caldo, del casino o della finzione eccentrica su cui si fonda la vita di questa città di plastica ma 1 notte, per i miei gusti, a Las Vegas è più che sufficiente.

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USA On The Road; il viaggio naturalistico di FuoriMappa.

Il mio percorso attraverso i parchi più belli della West Coast

L’estate 2019 ha avuto, per la prima volta in anni di viaggio, un protagonista molto gettonato tra i viaggiatori: gli Stati Uniti.
Forse non tutti lo sanno, ma in quanto FuoriMappa scelgo la mia destinazione non tanto in base al paese quanto in base alla specie animale che voglio osservare nel suo habitat naturale e nelle condizioni più naturalistiche possibili.
Quindi, il protagonista del mio viaggio di quest’anno era il lupo grigio e quale luogo migliore se non il parco nazionale di Yellowstone per poterlo osservare?

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Namibia in SELF DRIVE; alcuni consigli per vivere al meglio il vostro viaggio on the road.

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Sesriem Campsite

Un viaggio in Namibia in self drive è un’esperienza che non si dimentica più.
La vastità dei paesaggi, la natura incontaminata, il silenzio e la lontananza da tutto sono caratteristiche di questa avventura.

Se avete optato per un viaggio di questo genere sarete sicuramente degli avventurosi che non si fermano davanti alle prime difficoltà e che amano le sfide oltre che viaggiare in macchina attraverso spazi infiniti.

Se siete in procinto di partire avrete sicuramente tutto pianificato, perché – a meno che non vi aggreghiate ad un gruppo con partenze già stabilite – non è di certo un viaggio che si organizza in qualche giorno.

Auto e lodge vengono in genere prenotati mesi se non addirittura un anno in anticipo (soprattutto all’interno dei parchi) quindi, a meno che non dormiate in macchina o in tenda, avrete già un precorso definito, un’auto prenotata e le sistemazioni per la notte.

Ecco allora qualche piccolo consiglio per vivere al meglio il vostro viaggio in Self Drive, a cui magari non avete pensato:

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Quando il viaggio diventa terapia per l’anima; ti racconto la mia esperienza al Campbell Hill Guest Ranch

Passo in quattro tempi a ritmo tranquillo. Il collo arcuato ondeggia dritto di fronte a me. Orecchie attente posizionate in avanti.
Gamba stretta avvolta attorno la pancia. Portamento eretto; spalle bacino, tallone e quest’ultimo piegato leggermente verso il suolo.

Movimento fluido che segue il passo dell’animale che mi porta sulla sua schiena.
Ci si alza sulle staffe spostando il peso in avanti durante le salite, e si segue lo stesso movimento facendo ondeggiare il bacino assecondandone il movimento.
Si lavora insieme; si cammina insieme; si respira insieme.
Forse ricordo ancora come si fa…ad ogni passo le gambe avvolgono i fianchi con una leggera ma importante pressione.

Dio mio quanti anni che sono passati da quell’ultima cavalcata e da quella caduta che mi ha bloccato momentaneamente le gambe e dai successivi due anni di busto.

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Vivere accanto ai grizzly. Ti racconto l’incredibile esperienza all’Inlet Lodge.

Lo sfiato è stato improvviso e vicino.
Mi sono alzata di colpo e mi sono girata facendo traballare la barchetta da soli 6 posti.
L’instabilità della barca e l’altezza vertiginosa del fiordo che ci circondano mi hanno dato le vertigini.
Ho seguito speranzosa la superficie verde azzurra dell’acqua per scovare le sagome scure di balene o ancora meglio qualche pinna dorsale delle orche.

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