Vista dal finestrino dell’aereo, il profilo dell’isola di Terceira è una scogliera verde digradante che si getta nel pieno oceano, foderata da una coperta di nuvole con buchi ed angoli corti.
I raggi obliqui del sole filtrano attraverso le aperture che si creano grazie alle correnti che strappano questo ammasso di vapore regalando un punto di vista che solo l’ oblò di un aereo sa regalare.

L’aereo proveniente da Milano, dopo uno scalo di alcune ore a Lisbona, ha effettuato l’ atterraggio lungo la pista dell’aereoporoto fiancheggiato da piccole casette.
Scendendo dalla scaletta dell’aeromobile l’impressione è quella di essere atterrati in un mondo quieto e tranquillo, scandito dalla luce delle giornate e ritmato dal suono scomposto ma costante dei campanacci legati al movimento delle mucche che pascolano pigre e lente attorno i prati che arrivano fino a bordo pista.

L’oceano si vede anche da qui…

Ritirata la macchina la direzione è Hangar de Eroismo, ovvero la capitale dell’isola di Terceira, dove la nostra prima sistemazione ci attende.
La rotonda davanti alla corrida del paese con al centro un toro in bronzo alto più di 5 metri, sarà un punto di riferimento dandoci la serale certezza di essere tornati nel punto dal quale si proviene.

L’alloggio è puro stupore. La Posada di Sao Sebastiao, è infatti una fortezza costruita a metà del 1500 a picco sul mare, costituito da una parte storica, ed una più moderna perfettamente integrata all’ambiente dove sono dislocate alcune camere.

Posata

Lo strapiombo sul quale ci affacciamo ruggisce sotto i nostri piedi mentre il vento prende la rincorsa e si insinua nei vari passaggi sotterranei fischiando storie di guerre passate.
E’ quasi un peccato che sia già sera inoltrata e dover cedere alla stanchezza ed ai morsi della fame.
La pancia piena ed il vino bevuto conciliano il sonno che è immediato e profondo.

La prima mattina, così come lo saranno molte altre, è nuvolosa e ventosa.
L’oceano si presenta grigio ma calmo, e la voglia di iniziare ad esplorare quest’isola bussa al cuore.
Già dalle prime curve la vista è un regalo all’anima.

Coperte di fiori ricoprono scogliere, angoli sperduti ai piedi di faraglioni antichi, onde impetuose che rotolano sulle spiagge sassose, dove siamo gli unici ospiti ed un cielo che si è aperto regalando un azzurro brillante. 

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Proseguendo verso est col finestrino abbassato, la testa appoggiata è leggera e libera da pensieri e le labbra tirate ai lati in un sorriso naturale. Si raggiunge una zona molto popolare dove la lava colata nel mare ha creato delle nere piscine che racchiudono acqua del color del mare poco profondo, quasi uno specchio per lasciar vedere i fondali irregolari.

L’impatto dell’oceano è frenato dalle neri pareti di lava che trasformano in cascate ogni sbatter d’onda.

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Non è facile abituarsi all’inospitale temperatura di queste acque, ma non è nemmeno impossibile ed è talmente gratificante il piacere di vedere il rombare dell’oceano seduti indisturbati nella fosse quiete di questa natura, che ci si lascia facilmente trasportare e dimenticare del freddo.

L’isola prende parte al turismo portando i suoi prodotti fino alla costa. Piccoli baretti ambulanti costellano l’entrata di questo parco naturale, offrendo ai viandanti prodotti del territorio come frutta e verdura.

Subito accanto un bar che prepara anche piatti per i più esigenti come le tipiche patelle o un semplice hamburger.

Ed è così che Terceira regala la prima giornata di luce e nuvole, trascinandosi fino alla sera tra rombi di mare e profumo di fiori, pareti di roccia e prati.


Informazioni Utili:
DormirePosada Sao Sebastiao

Questa struttura si aggiudica l’icona della sostenibilità “Tree” in quanto grazie al fatto che utilizza delle strutture pre esistenti ristrutturate valorizzandole e non crea nuovo impatto ambientale.

12 commenti su “Terceira”

        1. Bhe anche la Malesia è un gran bel viaggio. Ci sono stata 2 volte e sono convinta che ne tornerai entusiasta! Mi oiacerebbe sapere l’itinerario se ne hai pianificato uno. In ogni caso enjoy!

  1. Una mia amica è appena tornata dalle Azzorre e mi ha detto cose stupende dei paesaggi e dell’atmosfera che si respira. Questo post mi ha tolto ogni dubbio: è assolutamente un viaggio da fare. Grazie per quello che scrivi e per come lo scrivi.

  2. Le Azzorre sono un mio sogno nel cassetto, anzi a dirla tutta il viaggio che vorrei fare per i miei 40 anni. Ho visto alcune foto di queste isole belle e selvagge e ne sono rimasta incantata. Scriverai altri post sulle Azzorre?

  3. Le Azzorre sono incantevoli – ho avuto la fortuna di visitare solo Sao Miguel qualche anno fa e mi ha stupito la luce, il meteo sempre cangiante e la bellezza delle scogliere e della natura.

  4. Due anni fa ho fatto il giro del Portogallo On The Road e mi sarebbe piaciuto approfondire la conoscenza di questo splendido paese questa estate, magari visitando appunto le Azzorre. Purtroppo dovranno rimanere un sogno nel cassetto, ma prima o poi andrò sicuramente a visitarle!

    1. Le Azzorre sono state una splendida scoperta. Offrono davvero molto soprattutto a livello naturalistico. Durante il mio viaggio ne ho girate 4 e sinceramente tornerei una seconda volta sia per rivederne alcune che per vederne altre più remote che non sono riuscita a visitare. Ti consiglio di andarci appena ne avrai l’opportunità.

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