La scoperta di un viaggio diverso che si chiama felicità

Ho scoperto che esiste un nuovo livello di felicità.
È diverso, è solitario, è quasi brutale.
È un livello di felicità che si basa sulle basi della vita, su delle risposte.
È una felicità difficile da condividere, perché è una felicità sola…come il dolore.

È una felicità sorda, ovattata come un corridoio vuoto, come una sala d’attesa dove passi giorni a parlare sottovoce.

È una felicità curiosa che ti porta ad ascoltare i sospiri ed i pianti di chi ti sta accanto.
È una felicità sadica nel vedere che chi esce dalla porta col cartello sala colloqui, ha un pianto senza speranza negli occhi mentre tu ancora ce l’hai.

È una felicità che si basa sulle misurazioni; impari giorno dopo giorno il livello di difficoltà e lo misuri col tuo.
È una felicità rispettosa, che impara a non chiedere, perché ha capito che potrebbe causare più sofferenza a chi ti siede accanto da oramai non sai più quanti giorni.

È una felicità paziente, che impara a seguire i ritmi e a scandire i secondi.
È una felicità di sostegno che sfoga nell’abbraccio di una sconosciuta.

È una felicità mai provata perché è fatta di un fattore che viene poco considerato, il tempo, ma che oggi, in questo giorno, è davvero il regalo più bello mai ricevuto.
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Auguro a tutti voi di ricevere lo stesso regalo.

Un giorno a Las Vegas…può bastare?

Come Definirei Las Vegas?
Terrificante, calda e incasinata; meravigliosamente folle. Il paese dei balocchi di pinocchio a confronto sembra una passeggiata a Lourdes.

Non è tanto il fatto del caldo, del casino o della finzione eccentrica su cui si fonda la vita di questa città di plastica ma 1 notte, per i miei gusti, a Las Vegas è più che sufficiente.

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Il viaggio come terapia dell’anima: la mia esperienza al Campbell Hill Guest Ranch in British Columbia ed il mio ritorno a cavallo dopo più di 20 anni

Passo in quattro tempi a ritmo tranquillo. Il collo arcuato ondeggia dritto di fronte a me. Orecchie attente posizionate in avanti.
Gamba stretta avvolta attorno la pancia. Portamento eretto; spalle bacino, tallone e quest’ultimo piegato leggermente verso il suolo.

Movimento fluido che segue il passo dell’animale che mi porta sulla sua schiena.
Ci si alza sulle staffe spostando il peso in avanti durante le salite, e si segue lo stesso movimento facendo ondeggiare il bacino assecondandone il movimento.
Si lavora insieme; si cammina insieme; si respira insieme.
Forse ricordo ancora come si fa…ad ogni passo le gambe avvolgono i fianchi con una leggera ma importante pressione.

Dio mio quanti anni che sono passati da quell’ultima cavalcata e da quella caduta che mi ha bloccato momentaneamente le gambe e dai successivi due anni di busto. Read more

Vivere accanto ai grizzly. Ti racconto l’incredibile esperienza all’Inlet Lodge.

Lo sfiato è stato improvviso e vicino.
Mi sono alzata di colpo e mi sono girata facendo traballare la barchetta da soli 6 posti.
L’instabilità della barca e l’altezza vertiginosa del fiordo che ci circondano mi hanno dato le vertigini.
Ho seguito speranzosa la superficie verde azzurra dell’acqua per scovare le sagome scure di balene o ancora meglio qualche pinna dorsale delle orche.

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Nella terra dei Grizzly: Inlet Lodge – Campbell River

Per raggiungere Campbell River da Tofino e percorrere i 250 km che le separano, ci vogliono circa 3 ore di macchina. Si ripercorrere a ritroso la w4 fino allo svincolo e si seguono le indicazioni per Port Hardy che è l’ultima cittadina situata all’estremità nord dell’isola, oltre la quale non esiste più nulla.

Una volta arrivati a Campbell non ci sarà molto da fare, in quanto è una città portuale, che offre pochi ristoranti e molti fastfood e centri commerciali.

A pochi km però c’è il parco nazionale, l’ Elk Falls Provincial Park and Protected Area con una bella cascata, un ponte sospeso che la sovrasta e alcuni trekking lungo il canyon che occupano una giornata intera di cammino.

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