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Diari di Viaggiatori

Casa Azul, Città del Messico

A casa di Frida Kahlo

Frida Kahlo è tutte le donne.
 E’ colei che mi ha spiegato contemporaneamente quanto può essere grande la forza del dolore e dell’amore.
Un viaggio nel suo mondo può fare male, ma anche tanto bene. Contraddizioni forti ti invadono senza pietà quando incontri una donna di questo calibro. Non ci sono mezze misure, perché la sua vita è stata sempre vissuta al massimo, senza risparmiarsi e per questo ci viene restituita così, piena e senza filtri.Leggi tutto »Casa Azul, Città del Messico

Paola, diario dal Myanmar – Moulmein

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Moulmein o Mawlamyine qualcuno la ricorderà come capitale colonica inglese, o forse per l’incipit del poema di Kipling ” La strada per Mandalay“, è uno dei punti più meridionali della Birmania aperta ai turisti stranieri, in quella lingua di terra confinante con la Tailandia.
Il nostro viaggio per Moulmein inizia su uno sgangheratissimo e sovraffollato autobus di linea, con sgabelli in corridoio e odore di canfora ma, contrariamente all’iconografia tradizionale, in assenza di animali!
Siamo le uniche occidentali (che strano) e i nostri lineamenti attirano curiosità. Infatti, i passeggeri nella fila accanto alla nostra, una volta che si dirada la folla degli occupanti del corridoio, ci chiedono timidamente se siamo russe e dove siamo dirette.
Scopriamo di avere la stessa destinazione e ci sentiamo molto fortunate nell’avere l’attenzione dei due passeggeri più distinti del convoglio, elegantissimi nei loro longgyi verde scuro e camicia bianca che a noi sembr aimpeccabile.
Le strade sono quasi dei guadi e spesso l’autobus si trova in difficoltà a sorpassare i tratti più allagati ma dopo oltre 5 ore di pulman, finalmente arriviamo a destinazione che è notte fonda.
Sorpresa, sorpresa! I due distinti viaggiatori che ci avevano scambiato per russe, si fanno portare dei motorini e ci accompagnano a destinazione in albergo non lasciandoci né la possibilità di rifiutare né la possibilità di offrire un contributo al disturbo: commoventi!

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Paola, diario dal Myanmar, Bago

Continua da…Lago Inle

Restare sul lago Inle non aveva molto senso per noi, dato il clima e l’impossibilità di fare escursioni- Ancora una volta quindi prepariamo i bagagli e dopo un consulto della guida e della gentilissima signora alla reception del nostro albergo decidiamo di partire nuovamente e andiamo a Bago!
Non era nelle nostre previsioni, ma dovevamo iniziare a dirigerci verso sud e quella tappa ci sembrava interessante: la seconda pagoda per altezza della Birmania e budda reclinati ci sembrano attrazioni degne attenzione…e poi ne avevamo abbastanza di acqua !
Prenotiamo e paghiamo direttamente in albergo in nostro trasferimento notturno verso Bago: 10 ore di pulman valgono un trattamento VIP con tutti i confort compreso un  carico di fiori freschi nel bagagliaio.

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Giappone: la scalata al Monte Fuji

Tra le Aquile sul picco del mondo

Per un momento ho creduto di essere in paradiso….. le nuvole bianche come panna montata sotto di me, la fierezza e la solidità di questa montagna che aveva sostenuto il mio corpo che si era fatto sempre più pesante e  il sole con i suoi raggi che illuminavano il palcoscenico di un’alba che resterà per sempre impressa nel mio cuore.Leggi tutto »Giappone: la scalata al Monte Fuji

Paola, Diario dal Myanmar – Lago Inle

…Continua da….Bagan

Questa volta abbiamo deciso di cambiare: il trasferimento per la prossima tappa sarà di giorno!
Eccoci qui, sul nostro pulmino pronti per la partenza: destinazione Lago Inle.

I bagagli sul tetto, all’interno i nostri compagni di viaggio: due occidentali e il resto birmani! Non sappiamo di preciso quanto durerà il viaggio: chi dice 5, chi dice 7, altri si spingono fino a 10 ore… ma siamo in Birmania, dove le settimane hanno 8 giorni e tutto è relativo!

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Paola, Diario dal Myanmar – Bagan

Continua da “I primi giorni”

Il viaggio per Bagan inizia in pieno stile birmano: stazione autobus in notturna, affollata e disordinata. Gente ed autobus che si rincorrono con uno schema che solo loro conoscono, ma tutti alla fine sembra che sappiano dove dovevamo andare.

L’autista del taxi che ci ha accompagnato ci ha detto di sedere e di aspettare. Qualche altro occidendale (5 in tutto) ci fanno compagnia: è biuo ed inizia a piovere e noi, sappiamo solo l’orario di partenza: 20,30 e non abbiamo neppure il biglietto.
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