Bardi e la sua fortezza: tra storia e natura sull’Appennino Emiliano

Bardi…
Ogni volta che lo pronuncio mi sento rispondere “Bar…che? Barby? Barzi?”
No BarDI; B-A-R-D-I, Bardi 5 lettere, facile facile.
Ma cos’è Bardi…e dov’è, ma soprattutto cos’è per me?

Partiamo dalle informazioni principali, posizione caratteristiche e attrattive principali.
Bardi è un piccolo comune della provincia di Parma, sull’Appennino Emiliano a 650 mt di altezza sul livello del mare.
Per raggiungerlo l’uscita più vicina è Fornovo, da lì si segue la strada serpeggiante su per le colline dell’Appennino per circa 35 km.
Le curve sono morbide e l’innalzarsi è graduale.

  • Informazioni generali
  • La Fortezza di Bardi
  • Trekking e Mountain Bike
  • Fiumi e piscine naturali
  • Dove dormire e dove mangiare

Il castello di Bardi

La sorpresa più bella la si trova allo spalancarsi della vallata, quando la sua imponente fortezza spicca improvvisamente in lontananza quasi sognante come ne “Il castello errante di Howl”.

E’ una vera e propria gioia per gli occhi che soprattutto in primavera e inizio dell’estate, possono riempirsi del verde delle colline e dei fili blu delle acque dei due torrenti che compongono la valle dell’alto Ceno con l’omonimo fiume ed il compagno Noveglia.

Il Paese è fondamentalmente composto da una strada principale lungo la quale si sviluppano le attività commerciali, una piazza dove c’è una bella chiesa con all’interno anche un dipinto del Parmigianino e dalla magnifica fortezza che domina la valle.

Il Castello di Bardi sorge in posizione dominante su uno sperone di roccia sedimentaria diaspro rosso, ed è la fortificazione più importante di tutto il territorio comunale.

La sua fortezza che domina la vallata nel punto esatto in cui il Ceno ed il Noveglio si incontrano, è considerata una tra le massime architetture militari italiane.

Il mio primo ricordo risale a moltissimi anni fa ed è legato alla fiera del cavallo Bardigiano, una razza fiera adattata al lavoro collinare che tutt’oggi è possibile vedere nei pascoli che circondano questa area, che si teneva il primo fine settimana di agosto, quando insieme ai miei genitori, venivo ad accompagnare i nonni che trascorrevano qui le sonnolente giornate estive, ma la memoria storica legata a questo luogo risale a molti, moltissimi anni prima…agli inizi del secolo scorso.

Visita alla fortezza di Bardi

Ma cosa si fa a Bardi?
Ovviamente l’attrattiva principale di questo posto è la fortezza che non si può non visitare. Il giro richiede circa un paio d’ore e l’entrata costa 10 € a persona.
Il comune organizza anche suggestive visite notturne e a tema; ad esempio alcuni anni fa avevo partecipato alla serata in stile horror durante la notte di Halloween, che è stata davvero divertente
Nel castello inoltre si organizzano sia eventi privati che matrimoni.

Trekking e Mountain Bike

A differenza di quello che molti fanno, ovvero venire a visitare la fortezza, questo luogo offre molto molto molto di più.
Se lo si visita principalmente tra la primavera e l’autunno è possibile fare diverse passeggiate o ancora è possibile visitare il territorio in mountain bike.
Ci sono diversi giri che attraversano castagneti, vallate, costeggiano fiumi e sfiorano cascate attraversando sempre comunque luoghi che sono stati attraversati dalla storia.

Storia e natura sono il filo conduttore di queste parti.
Se non si vuole uscir dal paese è possibile fare una bella escursione attorno al castello, passeggiando sul groppo, che è la valle sottostante, seguendo un sentiero che dura poco più di un’ora.

Fiumi e piscine naturali:

Una delle cose che amo di più fare quando vengo da queste parti è godermi un bagno nelle piscine naturali che si formano lungo il letto dei fiumi Ceno e Noveglio. Il letto dei fiumi cambia spesso in base alla portata annua di acqua e di piogge, ma con un po’ di avventura è possibile farsi delle belle camminate lungo i corsi d’acqua e trovarsi delle pozze lontani da tutto e da tutti.
Alcune tra le pozze più belle le trovate nei dintorni di Varsi e ricordatevi se andate in un luogo non servito da bar per restare isolati, quando tornate portate con voi la vostra spazzatura!

Dove dormire e mangiare

E’ sempre stato un problema dormire da queste parti perché il paese fino ad un paio di anni fa’ non aveva praticamente nessun tipo di accoglienza se non un vecchio e datato hotel ad 1 stella che proponeva camere scure e anguste.

Oggi invece l’intraprendenza di alcuni imprenditori ha finalmente dato una svolta al paese e alle sue bellezze, valorizzando il borgo, il castello e restituendo la bellezza storica ai suoi edifici fatiscenti.Oggi è possibile dormire sia letteralmente ai piedi del castello, che in prossimità del paese immersi nella natura.

Ai piedi del castello esistono 2 soluzioni:
Uno è un hotel diffuso Ca del Grano che vede protagonisti alcune storiche strutture come vecchi fienili che sono stati completamente ristrutturati.
L’accoglienza e le suite si trovano ai piedi del castello e dispongono di terrazze o giardini che affacciamo sulla torre di guardia.

Pochi metri più avanti sempre con la vista sulla parete rossa e liscia che fa da base alla fortezza si trova il B&B Le Sei Dame che in un edificio d’angolo completamente e finemente ristrutturato che fa parte della gestione del ristorante di fronte che si chiama Le due Spade.

Ca del Grano e le 2 spade offrono anche la possibilità di fare colazione e mangiare – bene –  ai piedi del castello.
La forza di questi 2 nuovi posti dove dormire è valorizzata proprio dal fatto che danno un valore aggiunto a questo luogo.

C’è anche un altro ristorantino al centro del Paese che si chiama Pellicano, più adatto a gruppi o a famiglie con bambini in quanto fanno anche la pizza.

A pochi km dal paese, se si vuole invece dormire in vecchie casette in pietra immerse nella natura c’è uno splendido agriturismo che si chiama Ca d’Alfieri. Oltre ad offrire delle bellissime stanze immerse nella campagna bardigiana da anche la possibilità di mangiare prodotti a km 0 e da loro prodotti.

Luogo e memoria

Questo posto ha per me il sapore della storia che ho vissuto indirettamente dai racconti della mia famiglia che da generazioni ha abitato sia all’interno del castello lavorando come custodi delle carceri, che ai piedi della fortezza.

Memorie, tramandate come racconti attorno al fuoco e che narrano di anni di pace a cui sono seguiti gli anni della guerra, della paura e dei bombardamenti, di storie di lenzuola nascoste per non farsele rubare, di spie tedesche che offrono un braccio destro a Dio in cambio di un bombardamento e che perdono quello stesso braccio dopo che il bombardamento c’è stato, di bambine che si nascondono dietro un tagliere di legno per impastare quando arrivano i militari insieme a galline incredibilmente ammutolite perché sentivano la paura di essere sgozzate.

Questa vallata ha per me il sapore dell’infanzia e delle camminate zoppicanti dei nonni che con una mano tenevano me e con l’altra il bastone per la passeggiata attorno al Groppo.
Ha il ricordo di San Pitocco, uno sperone di roccia ai piedi del castello che sembra custodire i segreti di questa valle con le sue immaginarie mani dietro la schiena e la sua pipa visibile solo nella mente dei bambini che la guardano.

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