Laos: Wat Phu il tempio della montagna patrimonio UNESCO

Il racconto della visita al Tempio laotiano patrimonio Unesco e la sorpresa al nostro rientro a Champasak.

Questa mattina a Champasak a darci il buongiorno è il gallo che con la sua voce ci sveglia alle 4.30 ed io grazie a lui vedrò una delle albe sul fiume Mekong più belle di tutta la mia vita. A farmi compagnia un cane di qua che pare contemplare con me così tanta la bellezza.

Per mangiare attraversiamo la strada polverosa che si trova nella parte opposta del nostro cortile. E’ tutto molto spartano ma comunque accogliente. E’ dicembre e l’Albero di Natale sembra fuori luogo.
Mangiamo e prendiamo in affitto le bici che la guest house mette a disposizione dei suoi ospiti per pochi euro. Iniziamo a pedalare e le immagini corrono attorno ai nostri occhi con la giusta velocità che serve per guardare ed osservare. Ricordo la strada polverosa che fiancheggia prima il paesino per poi spalancarsi sui campi coltivati di riso con i buoi che lavorano insieme agli uomini e le schiene ricurve delle donne.

Poi il nulla se non polvere fino ad arrivare dopo quasi 1 ora di pedalata al centro storico.
C’è poca gente, non siamo certo in un paese che attira turisti come Siem Rep (e mi viene da dire per fortuna). Visitiamo le rovine e ne respiriamo la storia.

Così dall’alto di quel luogo remoto fai mente locale di dove ti trovi esattamente e sorridi, perché l’avventura per arrivare qui è forse stata più bella del viaggio stesso che stiamo facendo.

L’ingresso al sito archeologico di Wat Phu costava all’epoca 5 dollari che vengono poi re-investiti nel mantenimento del luogo.

Il sito è composto da un livello inferiore, uno intermedio ed uno superiore raggiungibile tramite una monumentale anche se fatiscente scalinata che si inerpica su per la collina attorno alla quale si possono ammirare resti di altri edifici e di piccole statue. Sulla cima della collina oltre ai resti ci sono alcune curiose conformazioni che richiamo forme animali dalle quali poi prendono il nome.

Dall’alto la vista della valle è spettacolare e riempie lo spirito e si vedono gli edifici posti al livello inferiore con i fossati costruiti accanto a questi che ricordano molto Angkor Wat.
Infatti Wat Phu è un complesso religioso Kmer che ha più di 1.000 anni.

Certo che se paragonato ai monumentali complessi monastici della Cambogia di epoca angkoriana risulta molto più piccolo, nonostante questo i suoi padiglioni, le sue rovine, le sue decorazioni e i magnifici alberi secolari che fanno da sfondo alla maggior parte del complesso rendono questo luogo quasi mistico tanto che questi aspetti, uniti ovviamente all’architettura Kmer, lo fanno diventare nel 2001 Sito Patrimonio Unesco.
Il sito archeologico si estende per 1400 mt sulle pendici della catena montuosa di Phu Pasak e sorge esattamente nel punto in cui la pianura del Mekong e la catena montuosa si incontrano.

Prima di lasciare il sito archeologico è d’obbligo visitare l’interessantissimo museo allestito con cura nei pressi della reception. 
Il museo permette di approfondire alcuni dettagli che hanno destato la nostra curiosità durante la visita e soprattutto il ricavato degli ingressi va sostegno delle popolazioni locali.

Fuori dal sito, si trovano un agglomerato di ristoranti locali con mercato annesso.
Ma è pomeriggio inoltrato ed è quasi ora di tornare. Ci mettiamo nuovamente a pedalare e rientriamo verso la nostra dimora.
Quando arriviamo al paese c’è qualcosa di diverso.

La strada polverosa è stata occupata da file di tavolini in plastica bianca e apparecchiata con tovagliette di carta tenute ferme da bottiglioni di cocacola che per il caldo sembrano voler scoppiare. Tutte le case lungo questa strada sono addobbate a festa ed un gruppo di bambini curiosi ci fa cenno di passare. Ci guardano straniti…non sono abituati a vedere turisti da queste parti…

Poco più avanti un ammasso di gente esce cantando da una casa portando spingendo un uomo vestito da festa fuori dal cancello della sua casa per farlo arrivare a qualche abitazione più avanti.

In quest’altra casa altre canzoni, ma questa volta le voci sono femminili. Si affaccia una donna vestita anche lei a festa, sarà la sua sposa.

La casa della sposa

Quello nel quale ci siamo trovati è un matrimonio locale e noi siamo i fortunati spettatori di questo momento di vita felice in un angolo sperduto in questa parte di Laos, l’unica cosa che possiamo fare è metterci in un angolo e osservare rispettosi che la vita laotiana ci scorra davanti agli occhi…

CHAMPASAK/ WAT PUH COME ARRIVARE:
Il Wat Phu è invece raggiungibile sia con tuk tuk o un furgoncino collettivo da Champasak, se invece avete voglia di godere di uno dei più diffusi trasporti locali potete affittare una bici e raggiungerlo da soli. Quest’ultima opzione regala la possibilità di poter osservare e godere più da vicino dei luoghi e del tempo di questo posto.

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