Vivere accanto ai grizzly. Ti racconto l’incredibile esperienza all’Inlet Lodge.

Lo sfiato è stato improvviso e vicino.
Mi sono alzata di colpo e mi sono girata facendo traballare la barchetta da soli 6 posti.
L’instabilità della barca e l’altezza vertiginosa del fiordo che ci circondano mi hanno dato le vertigini.
Ho seguito speranzosa la superficie verde azzurra dell’acqua per scovare le sagome scure di balene o ancora meglio qualche pinna dorsale delle orche.

La guida dice che spesso si addentrano fino spingendo i branchi di sgombri dall’oceano così che abbiano meno possibilità di scappare.

“Purtroppo” miei occhi pieni di emozione vedono solo quello che pensavo inizialmente fosse un tronco e che invece è la testa di un curioso leone marino che compare e scompare sotto la superficie.

knitghUn po’ turbato dalla mio troppo facile entusiasmo il ranger riprende la navigazione con il motore elettrico.

Ci troviamo nel Knight Inlet, una remota zona della British Columbia.
Per giungere fino qui abbiamo viaggiato alla stessa altezza delle nuvole e volato con le aquile. E’ stato un vero privilegio vedere la terra dal loro stesso punto di vista.

Abbiamo sorvolato fiordi, colline e ancora montagne e visto laghi… e fiumi… e fitte foreste.

Fa sorridere la cosa, ma vista da quassù la foresta sembrava la cima dei verdissimi cavolfiori romani che si trovano in primavera al mercato. Verdi e fitti tanto da poterne vedere solo le punte.
A 40 minuti di volo il fiordo si apre e in una insenatura più grande, e si scorge da lontano la palafitta galleggiante sulla quale sorge l’inlet Lodge.
Planiamo dolcemente in questa incontaminata e remota terra, fatta di acqua dolce e salata, di monti e creature straordinarie, siamo atterrati nella terra dei grizzly.

Il tempo è poco e va sfruttato al massimo, quindi subito dopo un briefing introduttivo, ci mettiamo i giubbotti di salvataggio concessi in dotazione e su una piccola barchetta che ospita al massimo 6 persone e salpiamo.
L’imbarcazione ha 2 motori, e io sono contenta nello scoprire che usano per quasi tutto il tempo solo quello elettrico, sia per non disturbare gli animali quando gli siamo vicino, sia per cercare di inquinare il meno possibile, lasciando così al primo motore solamente il compito di intervenire quando quello elettrico non basta.

sdr

Navigare queste acque fredde ma dai colori dei mari più caldi, nel cuore di una foresta pluviale lontana da qualsiasi civilizzazione e ricche di vita, dove è possibile navigare sotto a cascate che si gettano nel fiordo è un’esperienza alla quale non avrei mai voluto rinunciare.
L’annuncio del primo incontro arriva presto tramite un gracchiato messaggio via radio, da uno dei ranger: è una mamma con un piccolo.
Ci fermiamo, e le onde ci spingono vicini, tanto da poter vedere che i cuccioli sono due…che si accoccolano teneramente vicini tra delle piccola insenature sulla parete scivolosa, perfettamente mimetizzati che solo un occhio attento ed esperto riuscirebbe a vederli.
Osservarli mentre la madre gli insegna come procurarsi del cibo da questo punto di vista è un vero privilegio.

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Lei ha bisogno di mangiare, si vede che è magra e deve ancora allattarli, ma i salmoni non arriveranno in questa parte di Canada fino alla fine di Agosto quando il fiume si riempirà di pesce. Fino ad allora dovrà accontentarsi di conchiglie e bacche.
Restiamo finchè non decide di sparire nella fitta foresta.
Entriamo nel cuore della foresta seguendo il corso dell’acqua che oramai è un piccolo fiume, tanto che a tratti alcuni di noi sono costretti a scendere per spingere la barca che tocca il fondo.
Qui, in questo punto alla fine di agosto tutti gli anni i salmoni tornano a depositare le loro uova, e ad attenderli come sempre, ci sono decine e decine di grizzly.

Sarebbe stupendo poterli vedere scivolare sull’acqua per catturare queste prede che saranno la loro fonte di sostentamento per tutto il periodo invernale, quando il verde brillante di queste fronde sarà totalmente sostituito dal bianco della neve e del ghiaccio.

Riprendiamo a navigare ed entriamo in una zona semi-paludosa con l’erba altissima. La guida è attenta ai fili d’erba ma noi non capiamo perchè.
Ci fa vedere che le cime sono mangiate. Spegniamo il motore e lasciamo che sia la corrente a farci da guida.
L’animale è quieto e potente.
La guida capisce la direzione che vuole prendere, scende dalla barca con l’acqua gelida fino alla vita per tenere l’imbarcazione ferma e non disturbare troppo il padrone di queste terre.

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“Restate calmi” ci dice…“e immobili”; ed è un attimo, un secondo, pochi istanti e il grande re ci sfiora con la sua massa possente.
Sono in punta alla barca e lo vedo scivolare vicino, sento il suo respiro, osservo il suo manto, sento il suo sguardo profondo.
Ed in pochi minuti vivo l’esperienza più bella che nemmeno lontanamente mi sarei immaginata di vivere.
L’immortalità di quest’attimo ne è valso l’intero viaggio.
Questa non è stata solo una spesa, ma un investimento che oltre a regalarmi un’esperienza unica, permette a questo posto di restare isolato e intatto dal resto del mondo.

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