Prime impressioni da Vancouver Island; istantanea di viaggio.

Ho iniziato a programmare questo viaggio quasi un anno prima della partenza.

La questione è semplice, come per la Namibia, il Canada è uno di quei paesi che richiede tempo, e per chi come me non ne ha il tempo in viaggio è prezioso. Per poter godere il più possibile i giorni che avevo a disposizione è stato essenziale uno studio e una pianificazione della meta.

L’ho sognato quindi per molto tempo, ho guardato foto, ascoltato racconti e anticipato emozioni cercando di carpire quello che gli altri cercavano di raccontare.

Ma è stato tutto inutile perché quando si attraversa una fitta foresta secolare e ci si trova davanti all’immensità di un silenzio verde come quello che mi sono trovata davanti percorrendo il sentiero nascosto del Jamie’s Rainforest Inn, nessun presupposto era come quello preventivato…nessuno.

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Pace, pace infinita come mai ho provato. Stupore di fronte a cotanta maestà e bellezza.

Riconoscenza verso questo naturale spettacolo, che forse perché vissuto in un momento un po’ particolare e triste della mia vita.

Gli alti alberi che ricoprono il territorio e nascondono coste nebbiose e lunghe spiagge sferzate dal vento e dalle correnti oceaniche su un lato e le placide acque dell’oceano ricche di vita che si addentrano tra i fiordi dall’altro.

Un sogno di pura pace e quiete, un paradiso terrestre capace di regalare scorci mozzafiato e panorami infiniti.

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E poi c’è la vita, la voglia di vivere questa breve e calda estate. Orde di surfisti che girano avvolti nelle loro mute di neoprene tanto spesse da permettergli di affrontare le gelide acque oceaniche, tavole da surf appese sopra i tetti o appoggiate ai prefabbricati quasi volessero riposare dopo le tante onde affrontate.

E ancora bici appese dietro ai camper pronte per percorrere i tanti sentieri del parco.

E infine ci sono loro…difficili da vedere ma abitanti del luogo; gli animali. Orsi neri, Grizzly, lupi, e puma sono i re della terra ferma mentre le acque sono governate dalle tante specie di balene, orche, leoni di mare e le tenerissime lontre marine, e i cieli sono il territorio di aquile di mare dalla testa bianca e falchi pellegrini.

Certo non è facile incontrarli in 2 giorni, ma la loro presenza è ovunque e lo dimostra il fatto che alcuni sentieri vengono chiusi proprio perché in quel momento ci sono orsi che percorrono le strade in cerca di cibo.

 

Le foreste sono fitte e maestose, io ho quasi sempre girato giungle e non pensavo che ci potesse essere qualcosa di più denso e fitto di una giungla del Borneo. Invece il bello del viaggiare è che ti smentisce sempre, non sarai mai pronto a tutto ciò che incontrerai finché non lo vedrai coi tuoi occhi e, quando ho visto  la foresta primaria che, come una dama la notte del ballo ha indossato il suo muschio più bello per incontrare l’oceano, ho capito che c’è amore anche tra mare e terra.

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