Danum Valley: antiche memorie di giungla

Un rumore secco di rami che si rompono ed un tonfo ovattato sul suolo subito dopo.

John, la giovane guida pochi passi avanti a noi si ferma e ci fa cenno di rimanere immobili lì dove siamo; con la mano aperta e le 5 dita tirate, l’indice dell’altra mano di fronte alla bocca accenna ad uno “shhhh”.

Con la testa rivolta verso l’altro scruta attentamente tra le cime degli alberi.

Danum Valley Forest
Un angolo di foresta

Ci invita nuovamente a stare fermi e non fare rumore, va avanti lui con passi leggeri, poi si gira e con aria compiaciuta fa cenno positivo e ci invita a raggiungerlo.

L’incanto della scena è tale da commuovere; ad alcuni metri sopra le nostre teste ci sono 2 orango, la mamma col suo piccolo, intenta a preparare il nido per la notte.

Piega accuratamente alcuni rami con le foglie più grandi e morbide e ne rompe altri buttandoli al suolo.

Il piccolo la osserva penzolando a testa in giù da un ramo, indeciso se continuare a giocare, mangiucchiare un po’ di corteccia o se osservare come preparare il giaciglio. Resteranno accanto per circa 5 anni, ed ogni sera cercheranno un nuovo posto per passare la notte.

Incontri
Incontri

Siamo, nella Danum Valley Conservation Area, nello stato del Sabah, 438 Km quadrati di inviolata giungla vergine, nel cuore del Borneo Malese.

Questo luogo ospita e tutela alcune tra le specie più rare di animali di questa parte di Asia come il quasi estinto Rinoceronte di Sumatra, lo sfuggente Leopardo Nebuloso, i giganteschi Pitoni Reticolati, gli Orsi dal Collare, i rarissimi Elefanti Pigmei del Borneo, costretti purtroppo in confini naturali sempre più stretti a causa dell’estensione delle piantagioni che prendono il posto della foresta, loro habitat naturale.
Questo tragico fatto, purtroppo, non è limitato alla sola isola del Borneo ma tocca gran parte del sud Est Asiatico.

Ogni guida in questo luogo, è molto più di un semplice apripista. Una guida in questo luogo è un nativo che ha cuore la propria terra e che soffre nel vedere la giungla spazzata dalle coltivazioni. 

E’ un amante di questo luogo che conosce ogni orango per nome (e questo non è uno zoo), ne conosce le abitudini e ne riconosce il richiamo.
Una guida qui ti insegna con fierezza estrema che la parola “‘Orang-utan” deriva da un termine malesiano che significa “uomo della foresta“, che è una scimmia arboricola solitaria che trascorre quasi tutta la sua vita sugli alberi dove trova quasi tutto il cibo e l’acqua di cui ha bisogno e dove è al riparo dai predatori.
Che i suoi lunghissimi arti superiori la cui apertura più superare i 2 metri gli permettono di spostarsi velocemente e facilmente e le lunghe e piatte dita sia delle mani che dei piedi che gli danno una presa maggiore.


Con estrema delicatezza ci racconta anche che le femmine di Orango raggiungono la maturità sessuale attorno ai 7 anni e danno alla luce un solo piccolo per volta dopo un periodo di gestazione di circa 8 mesi  e che accudirà per circa 5 anni. Ciò significa che durante la sua vita (35/40 anni) una femmina di orango non avrà più di 5 cuccioli e questo è uno dei motivi per cui gli oranghi sono così rari.

Le parole incantano e la notte prepotente piomba all’improvviso con la sua oscurità senza dare preavviso. E’ ora di rientrare, e i continui crosci di pioggia ci accompagnano fino al nostro rifugio in mezzo alla giungla.

La pioggia scroscia constante ed insistente fino all’alba.

La seconda mattina si presenta nebbiosa. Non avevo mai visto la nebbia camminare tra le fronde degli alberi, sembra avere vita…

Ci aspettano strade fangose e colline da esplorare. Le sanguisughe, rinvigorite dalle forti piogge della notte sono più attive che mai, e aspettano il tuo passaggio dritte come sull’attenti per cercare di captare un angolo libero di pelle per potersi attaccare.

Ghette, pantaloni e maglia lunga per fortuna proteggono e quando le vedi arrampicarsi lungo i vestiti basta un semplice gesto come quello di colpire una biglia con il pollice ed il medio, per farle staccare.

Little leeches
Una piccola sanguisuga appena caduta da un albero

 

Per più di sei ore ci arrampichiamo sulle colline attorno all’headquarter, camminando tra fiumi, cascate e tra ponti sospesi tra cime di alberi secolari.

L ‘umidità è costante al 90% e rende a tratti il caldo insopportabile e le sanguisughe sono una presenza costanti ma i suoni, i colori e gli odori della Danum Valley sono davvero l’unica cosa che conta.

In cima di una collina scopriamo preistoriche cavità e tronchi d’albero riposti all’interno. E’ un vecchio cimitero, così da chissà quanto millenni, come se il tempo non fosse mai passato. E’ un luogo da contemplare con rispetto, perché porta la voce di questo luogo scandito da sole e pioggia e custode di questa natura così preziosa.

E’ difficile uscire da questo stato mistico e rimettersi in marcia, ma le sorprese non sono ancora finite.

Infatti, durante il rientro al campo base per una breve pausa,suono roco e profondo si sente vibrare fino la parte bassa dello stomaco.

La guida non ha dubbi, questo è un maschio d’orango che ci avvisando che stiamo passando troppo vicini al suo territorio e lo fa in modo deciso.

Siamo esattamente sotto il suo albero! Peccato non avere un binocolo ed una macchina fotografica più potente! Ad occhio nudo si riconoscono i tratti dominanti che lo differenziano dalla femmina. E’ enorme, almeno il doppio rispetto alla timida femmina della sera prima ed è adulto in quanto ha già sviluppato alcune caratteristiche fisiche particolari come l’importante aumento delle guance chiamate “flange“, una specie di corona carnosa sulla fronte e l’allungamento dei peli attorno alla faccia.

Maschio di orango
Un maschio di orango riconoscibile dalla grossa sacca che sporge dalla gola

Il forte suono di avvertimento che abbiamo sentito è emesso dal grosso sacco laringeo posizionato sotto il mento che in genere serve sia da richiamo per le femmine che per avvertimento per gli altri maschi. In questo caso l’avvertimento era per noi e ha sottolineato il suo fastidio rompendo anche un grosso ramo e lanciandocelo dietro. La guida diligentemente ci avvisa di sparpagliarci perché se troppo infastidito con un balzo potrebbe scendere dai suoi 6 metri di altezza, ed inseguire uno di noi. Rispettosamente facciamo come ci dice, anche se è un peccato non poterlo più ammirare in tutta la sua fierezza,  e ci allontaniamo ricordando che qui, ora, siamo noi gli intrusi.

Sembrerà superfluo, ma lo studio e l’osservazione spontanea di questi favolosi primati e dei loro comportamenti allo stato naturale è qualcosa di impagabile.

Per fortuna esistono luoghi remoti come a Danum Valley, la cui lontananza da qualsiasi centro abitato e la sua inaccessibilità rende questo posto ideale per l’osservazione di tante specie.

Ogni singolo suono di questo luogo, ogni cima spettacolare, ogni singolo animale, ogni singola cosa trasformata da una lenta e sapiente evoluzione insieme ai fiumi impetuosi ed ali acquazzoni improvvisi sono tesori da capire, rispettare e preservare perché  custodi di memorie antiche che non possiamo dimenticare.

Danum Valley
Danum Valley

Informazioni Pratiche
Quando Andare:
In  Malesia le temperature oscillano solitamente tra i 20° e i 30° e l’umidità è quasi sempre del 90%. Il clima è monsonico (quindi caldo e umido) e l’intensità delle precipitazioni è massima tra Settembre e Dicembre sulla costa occidentale della penisola e tra Ottobre e Febbraio sulla costa orientale. Nel dettaglio nella regione del Sabah che si trova sulla costa orientale del Borneo le piogge sono relativamente più frequenti da Novembre a Marzo.

Come arrivare:
Lahad Datu,
 è a sud est della costa e dista circa 100 km dalla Danum Valley. E’ la cittadina più vicina dove atterrare. Ci sono voli giornalieri da tutto il paese sia della  Malesia air che Air Asia. Da qui ci vogliono circa 2 ore di jeep su una strada sterrata per raggiungere la Danum Valley. L’isolamento e la lontananza da tutto è fondamentale per preservare l’ambiente in cui vivono tutti gli animali della zona e gli accessi controllati e limitati nel parco rendono l’ambiente ancora più tutelato.
Non è possibile visitare da soli la Danum Valley ma è necessario affidarsi ad un tour organizzato che va prenotato con largo anticipo ed è piuttosto costoso.

Cosa Fare
L’attività principale è ovviamente l’osservazione della flora e della fauna, uniche nel loro genere, attraverso trekking nella giungla. E’ inoltre possibile fare “Canopy”, ovvero passeggiare tra ponti sospesi tra le cime degli alberi con picchi che raggiungono anche i 30 metri d’altezza; un modo meraviglioso per godere pienamente di questo paesaggio sconfinato e meraviglioso di giungla vergine che ha oltre i 130 milioni di anni.

Fuori Mappa Soustainabiliy Icons
Fuori Mappa Soustainabiliy Icons

Dormire:
Esiste solamente un posto dove pernottare qui nella Danum Valley ed è il “Borneo Rainforest lodge“, ma è favoloso e ne vale la spesa (parere personale). Inoltre si aggiudica tutte e 4 le F.M.S.I in quanto rispetta tutti i clismi di eco/socio/sostenibilità.
L’altra struttura all’interno del parco è un centro di ricerca dove possono eventualmente pernottare studiosi di biologia.

15 pensieri riguardo “Danum Valley: antiche memorie di giungla

  • Che esperienza bellissima! Questa degli oranghi è davvero un’avventura che voglio vivere. Da appassionata degli animali per me sarebbe un sogno che diventa realtà. Se l’anno scorso un self drive in Namibia mi ha entusiasmata, l’idea di vedere gli animali nel loro habitat e dal vivo, senza il vetro di una macchina a fare da schermo, mi emoziona!

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    • Ciao! Si non avere filtri tra te e loro è una cosa diversa e ti insegna a riconoscere la tua vulnerabilità e ad avere maggiore rispetto. Ti auguro di fare un’esperienza simile presto.

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  • Mamma mia che esperienza favolosa.. 🙂
    Amo gli animali.. uno dei miei sogni è fare un safari.. perchè amo l’idea di poterli vedere nel loro habitat, ma questa di sicuro è davvero un’altra esperienza da fare!

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    • Ciao Federica, sono entrambe favolose, questo genere di esperienza sicuramente ti da una maggiore consapevolezza in quanto non hai barriere tra te e la giungla.

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    • Ciao Giuseppe, si la Danum Valley è proprio una di queste, non toccata dalla glaciazione ma purtroppo circondata dalla deforestazione. Sono stata anche in Costarica su entrambe le coste ed è qualcosa di unico, Il Corcovado soprattutto…invece non sono ancora stata in Amazzonia, tu ci sei già stato?

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      • Amazzonia per ora l’ho vista da lontano sopra Machu Picchu, e ti diro’ che mi attira parecchio..pero’ li e’ da organizzare bene io vorrei vedere il Mato Grosso. Costarica anche io ho visto entrambe le coste; Corcovado fantastico! …ma altrettanto Monteverde con il vulcano Arenal e il Tortughero con la nidificazione della tartaruga verde LIVE. Il prossimo anno vorrei o andare dove sei stata tu nel Sabah o fare la parte Indonesiana del Kalimatan. Visto dai tuoi post ho visto che hai girato abbastanza complimenti! Io ho anche il Madagascar che mi chiama da anni….prima o poi spero di rispondere! Tra l’altro sto scrivendo da mesi un articolo sul mio viaggio dell’anno scorso nel Sarawak appena lo posto ti faccio un fischio 🙂

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      • Si il Costarica è effettivamente ricco di tutto. Il Madagascar è in programma anche nei miei piani 🙂 ma le destinazioni che vorrei vedere sono talmente tante che non è facile prendere la decisione di cosa vedere per prima. In genere scelgo la meta in base al tipo di animale che voglio vedere e a volte la cosa mi facilita. A breve invece partirò per la British Columbia. Sto seguendo anch’io il tuo blog ora così potrò leggere dei tuoi viaggi!

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