Laos: 4.000 Islands – terra dell’ Irrawaddy

E’ mattina presto e i raggi del sole ancora lontani dal toccare la terra.

L’aria è fresca e carica di umidità, e noi avvolti nelle nostre felpe siamo seduti ad aspettare di partire.

Mekong river

L’attesa è una di quelle cose che impari viaggiando soprattutto in Asia; non sai mai quanto dovrai effettivamente aspettare, ma impari a farlo, e nel frattempo impari a goderti quello che vivi.

Vivi l’aria umida, vivi il sole sorgere, vivi il primo vociare lungo le coste del Mekong, ed i primi motori che scoppiettano sull’acqua…vivi la vita che ti circonda e tu ne fai parte.

Quello che senti non sono rumori…solo suoni. C’è suono dell’acqua che sbatte contro la chiglia della canoa, il canto lontano di uccelli, l’incomprensibile chiacchiericcio lontano dei pescatori al lavoro e poi, all’improvviso, il suono che tanto aspettavo…

E’ un attimo, ed è giusto un soffio, ma è quello che mi fa sobbalzare.

Salto in piedi sulla piccola imbarcazione facendola dondolare pericolosamente. Aguzzo occhi e orecchie perché non posso perdere nemmeno un attimo prezioso.

E’ la seconda volta che vengo in questa parte di mondo per cercare di vedere questa splendida creatura e ora sono più intenzionata che mai a non lasciarmela sfuggire!

Siamo nel Sud del Paese al confine con la Cambogia della quale ne vedo le sponde e le acque mischiarsi, e qui, proprio qui, in questo punto esatto dove il Mekong allarga il suo corso fino a raggiungere un’ampiezza di 14 km, in questo luogo incantato chiamato 4.000 islands dove centinaia di isole verdeggianti affiorano dalle acque ricche di vita un soffio uscito dal silenzio in una mattina calma e umida può trasformarsi nella visione unica di un tanto raro quanto timido animale quale il Delfino dell’Irrawaddy.

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Non devo distrarmi,  perché a differenza di delfini di mare questa specie è molto timida e sfuggente. Infatti è un attimo, ma un altro soffio mi permette di capire in che direzione guardare e finalmente riesco a intravedere seppure per un momento la sagoma scura e la caratteristica pinna dorsale smussata.

Questione di secondi ma mi appagano del lungo viaggio fatto per arrivare fino qui, e dell’a sveglia in piena notte. Verrò ancora premiata più volte da lì alle prossime ore  dove diversi esemplari passeranno accanto alla canoa , altri un po’ più lontani, ma mi permetteranno di poter godere appieno della timida compagnia di questo così raro delfino e, purtroppo, in via di estinzione.

Da oggi, le postazioni per poterli vedere saranno 2 al giorno per 3 i giorni: uno all’alba e uno al tramonto.

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Incurante del freddo del mattino e del caldo soffocante del tardo pomeriggio, dell’umidità costante e degli instancabili moscerini, noiosi nel DNA.

Ogni giorno un pescatore diverso verrà pagato per poter usufruire della sua barca, lui per avere il suo tempo e la sua esperienza nell’avvistare le sagome scure prima ancora che affiorino dall’acqua, stando attenti a non varcare il confine con la Cambogia evitando così di pagare la multa per aver sconfinato senza permessi.

Alcune volte passeranno sotto la canoa, timide sagome grigie e paurose. Altre volte ci mostreranno la loro pinna ricurva, altre ancora sentiremo solo lo sfiato del loro respiro quando risaliranno a prendere aria, ed ogni volta sarà un tremolio di emozioni. Ogni istante è un regalo che appaga la pazienza. Solo una volta riusciremo a vederne il muso tondo che li caratterizza e li contraddistingue, ed è un secondo, un istante che mi permetterà di dire “Irrawaddy…finalmente ti conosco…”.

fotoblog

Informazioni Pratiche:

La zona chiamata 4.000 isole si trova a Sud del Laos, al confine con la Cambogia.
E’ possibile arrivare sul posto e decidere su quale isola soggiornare; le più grandi e abitate tutto l’anno sono Don Khong, Don Det e Don Khon. Noi abbiamo scelto quest’ultima, proprio in funzione del fatto che ha il migliore punto di avvistamento dei delfini.

Come Muoversi:
Spostarsi sulle isole è molto semplice, basta affittare una bicicletta e girarle in lungo e in largo. Don knon e Don Det sono collegate da un ponte ed è possibile passare da un’isola all’altra anche a piedi.

Cosa fare sulle isole:
Oltre alla possibilità di vedere i rari delfini dell’Irrawaddy queste isole offrono un sacco di alternative. E’ possibile fare escursioni in bicicletta,visitare i villaggi o scoprire le magnifiche cascate di Khone Phapheng.

Senza dover per forza andare alla ricerca dei delfini dell’Irrawaddy le piccole agenzie turistiche a conduzione familiare, che fanno anche da ristorante e da Guest house, saranno liete di organizzarvi escursioni in barca per vedere lo spettacolare tramonto sul Mekong o semplicemente per visitare gli innumerevoli canali e vedere la vita di questa parte remota di mondo che si svolge lungo le rive di questo magnifico fiume. Se avete voglia di un po’ di adrenalina potete scivolare lungo le rapide del fiume su delle ciambelle gonfiabili.

Prendetevi comunque una mezza giornata per passeggiare tra le bancarelle e i negozietti della più turistica Don Det o anche solo per godervi un pomeriggio sorseggiando Beer Lao su una delle tante palafitte/ristorante adagiate sul fiume, mentre guardate il costante e incessante scorrere del Mekong. In ogni caso dimenticate la frenesia Occidentale e calatevi completamente nel “Lao Mood“.

2 pensieri riguardo “Laos: 4.000 Islands – terra dell’ Irrawaddy

  • Un motivo in più per tornare in Asia e soprattutto per visitare il Laos! Da come l’hai descritta, dev’essere stata un’esperienza emozionante!

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    • Si, e le 4000 isole soprattutto sono un luogo unico. Io sono andata apposta per vedere i delfini quindi puoi immaginare la gioia quando sono riuscita a vederli.

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