Paola, Diario dal Myanmar – I primi giorni

La Birmania adesso si chiama Myanmar, ma a me, che l’ho sognata per anni, piace continuare a chiamarla cosi: Birmania.
Ho viaggiato a lungo nel sud-est asiatico ma solo quest’anno ho preso il coraggio di venirci e farmi questo regalo di compleanno sperando che la loro democrazia sia davvero alle porte!
Ecco la prima puntata del mio viaggio in Birmania.

Aeroporto_avvicinCi siamo: dopo 37 ore di viaggio, ritardi, overbooking, guasti e un “gruppo vacanze” di islamici indonesiani di ritorno dalla Mecca che ha viaggiato da AbuDhabi a Bangkok con noi, finalmente atterriamo a Mandalay.
A Bangkok ci eravamo sgranchite le gambe, riposato un po’ e, in fondo, quell’ora di viaggio che ci separava dalla meta ci è era sembrato un dettaglio trascurabile. Strano pero’ dover portare indietro l’orologio di solo mezz’ora: non avevo mai viaggiato in un paese che osservasse la mezz’ora di fuso!
Ecco, l’aeroporto di Manadalay, prima tappa del nostro viaggio sognato da tempo e da sempre rimandato per conflitti interiori relativi alla situaizone politica birmana che si sta aprendo adesso, poco a poco, dopo anni di regime militare durissimo, grazie alla figura carismatica del premio Nobel per la pace di Aung San Suu Kyi.
L’aeroporto è piccolo, pochi aerei sulla pista: più che un aeroporto internazionale sembra un ristorante di periferia a tema orientale: si scende!

Ecco l’immigrazione: qualche banco, niente aria condizionata ma solo ventilatori appoggiati per terra. Caldo, umido, divise bianche, un’aria di “evento” e quella sensazione di essere arrivate in un paese dove sembra tutto essere rimasto indietro nel tempo.
La funzionaria che mi controlla il visto online ha la mascherina: che sia per evitare i microbi che gli sto portando dalla Thnaka_asciugaciviltà? Ma è gentile, vedo gli occhi che mi soorridono e una volta apposto il timbro sul passaporto mi saluta e mi lascia passare.
Non esiste un metal detector, non esiste perquisizione ma noto, attendendo la mia amica, che sul computer della funzionaria ci sono 2 mie foto: quella di richiesta del visto online e la scansione del mio passaporto: efficenti i birmani!

Eccoci, in Birmania.. ma che odore ha la Birmania? Al momento nessuno, non lo riconosco…

In bagno l’acqua corrente c’è ma è giallognola e continua a non aver odore.
Il nastro dei bagagli non ci porterà mai i nostri zaini e finiremo nell’ufficio della compagnia aerea insieme a persone che a stento parlano l’inglese ma sorridono e ci fanno accomodare. Passata l’aria di evento che ha portato l’arrivo dell’aereo da Bangkok ci rendiamo conto che l’aeroporto è praticamente vuoto, come se fosse chiuso: funziona solo quando arriva un volo, per il resto rimane uno strano posto a metà tra un centro commerciale e una stazione di polizia.

Ci danno un modulo da compilare con i nostri dati e dei soldi (8dollari!) e ci dicono di chiamare il giorno dopo per sapere dei nostri bagagli: l’impiegata che parlava meglio l’inglese ci lascia il suo numero di cellulare e ci rassicura: troveremo i vostri bagagli!
Ci facciamo coraggio : 37 ore di volo per arrivare qui non possono essere vanificate dal dettaglio dei nostri bagagli: cambiamo i soldi (si è vero, accettano solo dollari in perfette condizioni, non segnati e i tagli da 100$ hanno un cambio migliore di quelli da 50$).
Taxi per Mandalay : prezzo stabilito e corrispondente a quanto ci hanno detto.
Amarapura_PahtodawgyFuori: nuvole, vento (è luglio ed è il periodo dei monsoni) e finalmente aria!
Non ci siamo accorte, ma mentre fumavamo una sigaretta, la signorina del banco prenotazione taxi ci stava aspettando per accompagnarci al “nostro” taxi. portiera aperta e sorriso stampato; attende le due viaggiatrici un po’ stordite che si stanno attardando: volevano per caso chiudere l’aeroporto?
Siamo in auto: incontriamo la prima mandria di mucche; sono tutte bianche, con le corna e sono tranquille.
Notiamo che c’è qualcosa di strano. 

L’auto ha la guida all’inglese ma il senso della carreggiata è come quello italiano… strano, stranissimo.
La macchina prosegue tra pedaggi autostradali (tutto fatto a mano dal casellante) e campagna ogni tanto una pagoda color oro: ma ce ne sono davvero ovunque! Tantissime, ci accompagneranno da adesso alla nostra partenza dal Paese!

Finalmente arriviamo al Peacock Lodge; la strada è sterrata e il cancello è chiuso ma il taxista non fa in tempo a spegnere la macchina che il cancello si apre!
Un giardino tropicale, tavolini, ombrelloni, facce sorridenti, un complesso di case,un patio in legno: benvenuti al Peacock Lodge! Un mare di sorrisi vi attende!
Si presenta il proprietario: si sono Paola (qui si usa cosi, il nome di battesimo sarà il mio cognome birmano per tutto il nostro soggiorno) si ci siamo scritti, si sono io, si siamo arrivate! L’inglese di Tun, il proprietario, è eccellente e il suo sorriso lo amplifica in un caldo benvenuto che trasmette il messaggio: qui siete a casa!
Siamo circondate da persone che sorridono che ci vengono incontro e che immediatamente ci fanno dimenticare che non abbiamo bagaglio, se non le nostre borse.
Ma siamo qui; oramai è pomeriggio inoltrato e Tun diventa il nostro alleato. Abbiamo bisogno di tutto: scarpe, dentifricio, biancheria intima…ma intanto andiamo in stanza cosi vi riposate un po’!
Un’ampia stanza con veranda, tutta nostra, pulita anche se semplice, ma a noi sembra una reggia!
Aria condizionata e acqua fresca in bottiglia: finalmente beviamo, ci laviamo e usciamo nuovamente con questi occhi persi e stanchi che finalmente vedono la Birmania.
Uscire e trovarsi improvvisamente in un tempo sospeso: Manadalay è la seconda città birmana, capitale fino all’invasione inglese del 1885, ma non ha marciapiedi, ha i canali di scolo a vista e non ha negozi come li intendiamo noi!
Troviamo, seguendo le precise indicazioni, dei negozi che forse potremmo definire “stalls”: due paia di infradito, spazzolino e dentifricio non sono un problema… ma dove trovare della biancheria intima di ricambio? Le donne hanno tutte una gonna annodata su un fianco, gli uomini la stessa gonna – fantasia a quadrettini – annodata sotto l’ombelico (più tardi scopriremo che si chiama Long Jee o Longyi.

Ceniamo al Peacock perché la stanchezza si fa sentire: una cena deliziosa servita da ragazzi che saranno i nostri angeli Amarapura_tufficustodi per tutto il tempo che rimarremo con loro: non fai in tempo a chiedere qualcosa che si fanno in 3 per fartela avere, sempre con il sorriso di accompagnamento!
La cena è eccellente: le pietanze delicate ma saporite, praticamente tutto a base di verdura. Le verdure, anche quelle nel curry, sono cotte al punto giusto per assaporarne la consistenza e il sapore. La cucina birmana è la più delicata del sud-est asiatico ma ha la caratteristica di essere molto oleosa, ecco perché tutti i curry vengono serviti con riso bianco. Non usano il coltello ma mangiano con il cucchiaio e usano la forchetta solo per accompagnare il cibo al cucchiaio. Le bacchette le incontreremo più avanti, solo per i noodles!
Finiamo i nostri drink sulla veranda della camera perché in Birmania tutti vanno a dormire presto: alla mattina si svegliano poco dopo il sorgere del sole e le loro giornate sono lunghe. Rimane il cane pastore tedesco con noi e un vociare sommesso di ragazzi stanchi che si preparano alla notte.
La mattina dopo scopriamo la città in bicicletta.
Mandalayè la tipica città del sud-est asiatico che si sta aprendo allo sviluppo: il traffico è caotico, i semafori rari: è facile incontrare auto ultimo modello insieme a trattori, tuktuk, biclette ed autobus che in Italia si vedono forse solo nei film in bianco e nero. Lo smog è mitigato solo dalla brezza tipica del periodo monsonico ma le strade più trafficate sono da evitare.
La fortezza reale è imponente: i lati, di 2 km ciascuno sono circondati da un fossato artificiale largo 70m. Il libro più grande del mondo è da non perdere, Kuthodaw Paya e Sandamuni Paya contengono 1774 lastre di marmo incise contenenti i 15 libri del Tipitaka, ovvero le scritture buddiste, fatte realizzare dal re Mindon da 200 studiosi diversi. Ogni lastra di marmo ha uno stupa che la protegge.

U-Bein_bridge2 giorno Amarapuracittadina nei pressi di Mandalay, che si adagia placidamente sul lago Taung Tha Man ed è una piccola città resa famosa dall’ U-bein bridge ovvero il ponte pedonale in teak più lungo al mondo. Doveva essere un giorno di festa perchè il ponte era invaso da studenti che hanno fatto a gara a parlare con noi, farsi scattare fotografie ricordo e scambiare due parole in inglese per fare pratica.
Dopo il pieno di sorrisi e saluti, ci fermiamo per il pranzo al ristorante Reinassance, una splendida casa con veranda coperta in stile coloniale e ventilatori a soffitto che offre pranzi e spuntini in splendido stile birmano: semplicità cortesia e precisione sono d’obbligo in questo paese!
Terminiamo con una visita ad una tessitura tradizionale di seta, Shwe
Sin Tai, dove sorridenti tessitori stanno producendo preziose stoffe in seta e cotone dedicate a vestire i momenti di festa birmana. Ho anoora al polso una ciocca di seta arancione che mi hanno regalato qui ! All’uscita dalla tessitura, la telefonata che aspettavamo: il nostro autista ha ricevuto una chiamata da Tun che dice che i nostri bagagli sono in albergo!
E’ tempo per partire verso una nuova meta: il night bus ci aspetta per portarci a Bagan!

Amarapura_tessitura


MYANMAR (BIRMANIA) INFORMAZIONI UTILI GENERALI

Per entrare in Myanmar (via aereo) è necessario un Visto che va richiesto con un certo anticipo (3 settimane/un mese prima della partenza): è possibile richiederlo online solo per arrivi a MandalayYangon e Nay Pyi Taw. Costo 50$, durata 30 giorni dalla data del rilascio. Qui il sito

Clima:

Tra Maggio e Settembre è il periodo dei monsoni, quindi le piogge sono davvero abbondanti e alcune strade risultano impraticabili.

L’alta stagione va da Dicembre a tutto Febbraio quando le temperature sono elevate e le precipitazioni quasi assenti. Tra Marzo e Maggio e in Ottobre e Novembre si toccano picchi di 40 gradi, quindi questi mesi risultano i più caldi in assoluto.

MANDALAY INFORMAZIONI UTILI

Peacock Lodge HotelPeople  (scopri cosa significa questa icona nella sezione MESI)

Tutti i ragazzi che lavorano nella struttura  provengono da villaggi meno”fortunati” e il peacock si occupa del loro sostentamento al posto delle famiglie di origine.

Le stanze con aria condizionata e bagno privato costano da 35$ a 50$ a notte, colazione inclusa. Cena, circa 10.000 Kyatt ( 8,5$) per 2 persone, birra inclusa. Prevalenza di piatti vegetariani: ottima la zuppa di lenticchie e il curry di melanzane servito con riso bianco.
Reinassance Restaurant : pranzo leggero per 2 persone, solo soft drink , 7.000 Kyatt cica 6$

 

Il viaggio continua a Bagan...

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...