Thailandia; respirando la Natura di Khao Sok NP – 1a parte.

Addentrandosi piano piano nella fitta vegetazione i canti degli uccelli diventano sempre più forti e frequenti. Il suono delle cicale in amore è quasi assordante e ha quasi gli stessi decibel di una pialla, tipo quelle che ci sono ancora nelle vecchie officine nelle quali si costruiscono mobili. A volte è talmente vicino e assordante che si è quasi tentati di tapparsi le orecchie.

Guardo in alto con gli occhi socchiusi…questi alberi sono così alti e la vegetazione è così fitta che la luce stenta ad arrivare fino a terra. Una vera giungla primordiale… e io mi sento a casa.

Siamo a  Khao Sok National Park (official site), provincia di Surat Thani, Thailandia del sud, un posto che se non sfogli unnamed (2)e cerchi bene tra le pagine delle guide turistiche non trovi poi così facilmente in quanto il fascino delle spiagge bianche ornate di palme, e dei panorami mozzafiato che si possono trovare in questa regione, offuscano facilmente il resto delle attrattive. Questo Santuario selvatico di 740 km2 situato tra il golfo della Tailandia ed il Mar delle Andamane e ricoperto da una delle foreste pluviali più preistoriche del mondo è di certo uno dei posti più suggestivi e incantevoli che abbia mai visto.

Il viaggio su un pullman collettivo per arrivare qua da Krabi dura qualche ora, ed è scomodo come solo un trasporto su un mezzo collettivo in Asia sa esserlo, ma fa parte del viaggio e una volta che si arriva ai piedi del parco si avrà immediatamente la sensazione di essere in un posto unico.

C’è un’unica strada polverosa lungo la quale sorgono i piccoli negozietti, ristoranti e i vari lodge/guest house che qui sono tutti a conduzione famigliare.

Essendo in una zona molto particolare su un terreno paludoso e circondato da fiumi, quasi tutti offrono sistemazioni su delle palafitte in contesti davvero suggestivi.

La notte arriva all’improvviso come in tutte le zone vicino all’equatore. Quasi inaspettatamente la luce diventa buio e i canti degli uccelli si trasformano in canti di grilli. Un battito d’ali di un pipistrello gigante, probabilmente un mangiatore di frutta, si fa spazio nell’aria umida e pesante mentre la sua sagoma si riempie della luce della luna piena di questa notte.

Anche se la luna si fa spazio tra le nuvole cariche d’acqua, bisogna accendere le torce per poter vedere dove si va.

In questo buio profondo Bob e suo fratello, due thailandesi che vivono ai margini del parco, sono per noi occhi, orecchie, passi sicuri ed olfatto. Sanno scovare le ombre che si muovono veloci tra i rami intricati, riescono a scorgere movimenti leggeri e sentire fruscii.

Anche con la luce instabile delle torce sanno distinguere una macchia marrone sulle nostra gambe dalla sagoma di una delle tante sanguisughe e che pronti ci accerchiano mentre una pungente  puzza di felino si fa prepotentemente vicina. (Chissà cos’è stato….).

Immagine presa dal web

Panoramica

Ed è così che in questo buio fatto di suoni e di odori durante una notte monsonica che alterna grandi nuvole gonfie d’acqua a spaccature che lasciano filtrare la luce della luna piena riusciamo a vedere alcuni dei molti abitanti di questi posti. I primi mammiferi che scorgiamo sono una specie che ricorda i lemuri, con grandi e tondi occhi e con un richiamo che potrebbe sembrare quello di un gatto in amore. Sono agili e snelli, camminano alti sopra le nostre teste e saltano da una cima all’altra con disinvoltura. Ci seguono, ci osservano, ci si avvicinano curiosi. Poco dopo tra un gruppo intricato di rami la guida ci mostra un uccellino addormentato. Si riesce a scorgere perfettamente perché è appollaiato su un ramo alla nostra altezza, con la testa nascosta sotto l’ala. E’ gonfio di penne come un batuffolo di cotone. Non lo disturbiamo dal suo sonno, non lo tocchiamo, lo osserviamo con le luci messe di traverso per non colpirlo direttamente, se si svegliasse di soprassalto potrebbe volare all’improvviso nella notte e farsi del male, e noi non  vogliamo questo, noi dobbiamo solo essere osservatori discreti e rispettosi di ciò che ci circonda. Infatti poco dopo la nostra discretezza ed i passi leggeri permettono a due lunghi serpenti di passarci di fronte, restano lì un secondo ad annusare l’aria con le loro lunghe lingue biforcute, ma sanno che non devono temere così poi proseguono per la loro strada probabilmente alla ricerca di qualcosa da mangiare. Al rientro da quest’escursione siamo stanchi ed accaldati e Bob, la guida più esperta ci rinfresca con una scoperta inaspettata. Ci sono migliaia di formiche che gironzolano sul cartellone che segnala l’ingresso ufficiale del parco. Sono grandi e alla luce della torcia sono di un giallo brillante. Ne prende una manciata e senza far loro del male le scalda con il suo alito tra le mani. Come reazione queste producono un forte aroma di limone rinfrescante, le annusiamo avidi di un po’ di refrigerio e loro ci rinfrescano il viso. Così come le ha prese Bob le lascia nuovamente andare e ci spiega che i contadini della zona, quando non hanno acqua a portata di mano, usano queste formiche per rinfrescarsi durante i pomeriggi più duri. E davanti a queste evidenze non puoi fare altro che pensare che la natura sia meravigliosamente completa e se la osservi troverai tutte le risposte alle tue domandeRaflesia

Khao Sok con l’arrivo giorno dopo si presenta invece in tutto il suo splendore di luce e verde. La giungla è fitta e alta e la strada percorsa la sera prima è semplice e non fa poi così paura come durante la notte passata.

Lo scorrere del fiume è ora palese di fronte ai nostri occhi e non è più solo suono attorno sopra e sotto a noi. Gli animali notturni si sono rintanati nelle loro tane quindi non sono facili da vedere con la luce del giorno ma la giungla è ugualmente affascinante e ricca. Alberi altissimi con tronchi intrecciati dal diametro incredibilmente largo, impossibile da abbracciare anche con le braccia di due persone.

Le cicale tornano a cantare persistenti e rumorose e noi sappiamo che è arrivato il momento di andare, tornare indietro e trasferirci sul lago  di Khao Sok a un’ora di macchina da qui…(Continua…).

Leggi l’articolo pubblicato da WWF Nature


INFORMAIONI UTILI

Dove si trova:

Khao Sok National Park si trova a sud della Thailandia, nella provincia di Surat Thani. Ha un’estensione di 739 km2q che sommata alle estensioni degli altri parchi naturali con i quali confina raggiunge un’area di circa 3000 km2 di area protetta.

Come arrivare:

Via Aereo:

E’ possibile raggiungere Kaoh Sok con differenti mezzi di trasporto. Se arrivate via aereo gli aeroporti più vicini sono quelli di Surat Thani, Krabi e Phuket;  Thayairways, Air Asia, Nok air e Smile offrono voli giornalieri per queste destinazioni. E’ possibile raggiungere Surat tani da Bangkok con treni notturni oppure con Bus (questi viaggi durano circa 10 ore).

Bus o Minibus:

Da Surat Tani o Krabi è invece possibile raggiungere il parco con Bus o Minibus. E’possibile acquistare i biglietti presso moltissime agenzie locali.

Treno:

E’ possibile raggiungere Surat Thani da Bangkok via treno per poi raggiungere il parco con un bus. Qui potete controllare gli orari dei treni

Cosa Fare:

Chi visita Khao Sok è un amante della natura e delle attività all’aria aperta. Non soffre il caldo e non gli interessa se verrà colto da piogge improvvise e abbondati, se dovrà guadare fiumi o camminare nel fango e ovviamente avere a che fare con insetti e anche qualche sanguisuga (soprattutto durante la stagione delle piogge da Aprile a Settembre). E’ possibile quindi fare trekking diurni, notturni, visitare la giungla e scoprire quanto più possibile questa ha da offrire (e non vi basterà mai il tempo che avete a disposizione per questo). Fare kayak e divertirvi a fare rafting se vi piace. Se volete passare un’esperienza unica e indimenticabile fatevi organizzare almeno un paio di notti a Cheow Larn Lake dove alloggerete nelle capanne galleggianti dei ranger immersi in un quadro unico e indimenticabile.

Rilassatevi con una Tiger bear ghiacciata in mano mentre guarderete tucani volare vicini a voi o contemplerete le acque magiche di questo posto incantato.

Dove dormire:

Oggi quasi tutti i posti dove dormire hanno un sito quindi è facile contattarli e vederli in anteprima. Ecco alcuni tra i più belli e richiesti Bamboo House; Tree House;  Jungle Huts;  Palm View;   Baan Resort

In alcuni posti è meglio prenotare con anticipo soprattutto durante nei mesi di Dicembre e Gennaio. In ogni caso ci sono altre diverse sistemazioni che potrete scegliere direttamente sul posto, basta un po’ di capacità di adattamento.

Dove Mangiare:

Non c’è un vero e proprio posto da raccomandare perché lungo la strada che porta all’ingresso del parco dove si trova l’headquarter troverete una serie di piccoli ristoranti tutti a gestione locale. Gli abitanti del luogo saranno felici di cucinare per voi le specialità del posto. Fride rise o noodle con vegetali e arricchiti da chi vuole da pollo o pesce, BBQ o cibi stufati in foglie di bambù o ancora saltati con spezie o fritti. 

Fauna:

Il sito ufficiale del parco segnala 48 tipi di mammiferi 311 specie di uccelli, 38 di pipistrelli, e una quantità incalcolabile di rettili e insetti. Se si è fortunati il parco offre la possibilità di alcuni tra i felini più belli e sfuggenti come la tigre, il leopardo ed il leopardo nebuloso ma anche elefanti, tapiri e moltissime specie di uccelli come tucani, martin pescatori e picchi e rettili come cobra reale ed il pitone. Ovviamente non mancano le scimmie tra cui ricordiamo una specie molto particolare che abita queste zone che è il gibbone dalle mani bianche.

Flora:

RaflesiaNel  parco di Khao Sok, ricoperto di foresta tropicale è presente la Raflesia, ovvero il fiore più grande del mondo che in questo parco può raggiungere un diametro di 75 cm e un peso fino a 7 kg.

Questo fiore gigantesco fiorisce solo una volta ogni 9 mesi e per poco più di una settimana durante la stagione secca tra Gennaio e Marzo. I locali utilizzano questo fiore per curare la febbre e altre infiammazioni ma le sue doti curative non vengono riconosciute dalla medicina tradizionale.

 

Avvertenze particolari:

Molti sottovalutano la quantità straordinaria di acqua che può cadere nel giro di qualche ora durante il periodo monsonico quindi prestate particolare attenzione se andate tra Aprile e Settembre! Le giungle sono soggette a frane, le strade si riempiono di fango i sentieri di sangiusughe e i fiumi si gonfiano fino a strabordare, quindi non fate i supereroi, cautela durante i monsoni!

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