Costa Rica – Pagaiando tra le “viscere” del Tortuguero

Quando parliamo di Costa Rica parliamo di una nazione che nel 2012 si è guadagnata la prima posizione nel continente americano nella classifica “Environmental Performance Index”, il che significa che ha promosso positivamente  politiche tese alla conservazione del territorio che, si stima, sia composto da circa il 65% di foresta vergine e aree protette.

E posso garantire che sorvolandone il territorio con un  bimotore da 12 posti piloti compresi, a bassa quota è possibile constatare quanto queste affermazioni siano veritiere.

Ma la vera constatazione è da farsi sul campo: al parco nazionale del Tortuguero, per esempio.

OLYMPUS DIGITAL CAMERASituato a nord-est del Costa Rica, confinante con il Nicaragua a nord e con il Mar dei Caraibi a est, quest’area è particolarmente interessante perché, come lo stesso nome testimonia, è una zona di deposizione delle uova della Tartaruga Verde di mare ma anche un’oasi per una immensa varietà di specie animali, tra i quali: caimani, coccodrilli, ardeidi, scimmie ragno, leopardi, serpenti e il sempre amabile bradipo.

L’unico insediamento umano che dispone di strutture ricettive per il turismo è il piccolo paesino che si trova all’interno del parco dal quale prende anche il nome Tortuguero.

Per raggiungerlo si hanno due possibilità: a nord presso La Pavona e a sud presso Limon.

A Limon (noi siamo partiti da lì) troverete un porticciolo spartano presso il quale acquistare da un improbabile bigliettaio il passaggio in barca: si tratta di una canoa con tendalino che può ospitare fino a 10 persone bagagli inclusi, dotata di un potente fuoribordo utile per inserirsi agilmente nel sistema arterioso di canali imponendo a tratti spettacolari derapate per affrontare curve difficili e correnti contrarie. Se l’avete, non dimenticatevi di caricare la Action Cam!

Coccodrillo al sole I barcaioli si improvvisano anche da guide turistiche rallentando l’andatura o addirittura fermandosi quando l’avvistamento è assicurato: un bradipo solitario, un clan di scimmie ragno oppure un gigantesco coccodrillo di mare spiaggiato a gustarsi il calore del sole sono soggetti non certo insoliti in questo angolo di meraviglie. Ma non aspettatevi delucidazioni: spesso l’inglese di chi si occupa solo del trasporto passeggeri da un punto all’altro, non va oltre al rituale “thank you”.

Una tappa intermedia a metà del percorso presso un ristoro è d’obbligo per sgranchirsi le gambe e pranzare, anche perché da Limon il viaggio dura fino a 4 ore.
Un’altra cosa: quando la barca affronterà punti dove la vegetazione si protende fino all’acqua, l’occhio deve essere sempre vigile perché i rami, a volte, sono abitati da ragni e piccoli ma velenosi serpenti  che se disturbati dalla vostra presenza possono diventare particolarmente suscettibili.

Se affrontate questo viaggio nella stagione secca, viaggio non vi sarà difficile incappare in qualche secca: a questo punto il barcaiolo si calerà in acqua (vi ricordo che il fiume è infestato di coccodrilli) per spingere vigorosamente la barca fuori dall’impiccio accompagnandosi con il suo personalizzato corollario di imprecazioni ispaniche.

Arrivati al paese, la prima incombenza sta nel trovare una guida confacente alle vostre esigenze; noi abbiamo scoperto durante la pianificazione del viaggio una biologa tedesca, Barbara, che ha fatto del Tortuguero la sua residenza ed il suo laboratorio di ricerca e provvede ad organizzarti escursioni fornendoti anche spiegazioni approfondite che possano soddisfare la tua fame di conoscenza in merito alle specie che abitano l’area e alle loro particolarità.

Poi l’alloggio: Miss Junie, tipica Big Mama che gestisce un bel lodge che prende il suo nome, posizionato su una lingua di terra tra il fiume e l’oceano immerso in un fantastico giardino tropicale.

IMG_2099Il mattino successivo al nostro arrivo, di buon’ora, la nostra guida, un nicaraguegno preparatissimo, ci aspetta al porticciolo del paesino e ci accompagna in questa immersione naturalistica in un dedalo di canali e giungla durante la quale ci delizia con avvistamenti e approfondimenti conoscitivi, facendo attenzione a tenersi rigorosamente alla larga dalle rotte dei rumorosi “turisti” che a tratti invadono l’area portando quel disturbo che allarma la fauna e la fa fuggire.

A volte ci perdiamo, lasciandoci andare alla deriva auscultando il cuore pulsante della giungla, cercando di diventarne parte attiva per amalgamarci con la fauna circostante, per guadagnare la loro fiducia e noi guadagnare qualche scatto in più.

Un’estasi interrotta dai nostri doveri di pagaiatori; si perché in quest’angolo di mondo siamo spettatori attivi, quindi, avendo di proposito rinunciato a rumorose imbarcazioni a motore, ci tocca pagaiare e svuotare con il secchiello l’acqua che puntualmente invade il fondo della bagnarola sulla quale navighiamo. D’altronde si sa….da queste parti le manutenzioni non sono di certo all’ordine del giorno. La cosa diverte molto la nostra guida.

Vista l’imprevedibilità del tempo tipica dei tropici, non ci è stato fatto lo sconto neanche sull’acquazzone: giusto nel mezzo del momento topico incominci a sentire delle robuste gocce che progressivamente crescono fino a diventare secchiate; infilati rapidamente i nostri pastrani non rimane altro che rimanere fissi e straniti come gli altri animali nell’attesa che tutto finisca mentre le gocce tamburellano ritmicamente sulle foglie concertando con il silenzio che si diffonde in quei frangenti.IMG_2118

Ma anche questo fa parte del gioco, anche questa esperienza è parte integrante del viaggio. Una piccola bagnarola che imbarca acqua ora non più solo dal fondo, ma anche dal cielo, una mezz’ora di pioggia ininterrotta e talmente fitta da non riuscire più a vedere le sponde del fiume che stiamo navigando, un rumore quasi assordante ed un silenzio incredibile allo stesso tempo. La pioggia in queste parti di mondo sembra paralizzare il tempo e azzittire il mondo. Non possiamo fare altro che aspettare…contemplare…e calarci in questa esperienza per sentirci parte del tutto che ci circonda.

Come anticipato il Tortughero si trova tra giungla e mare, quindi, mentre siamo di ritorno al lodge, scegliamo di percorrere la spiaggia per ascoltare l’impetuosità dell’oceano ed il vento che spira da sud e goderci la maestosità di questo posto ottimamente preservato.

Incontri...Lungo la strada, l’incontro con il personaggio “strano” tipico di ogni villaggio è rituale ed inevitabile; le sue rughe sembrano celare la saggezza conoscitiva del posto e i suoi racconti vaneggianti e incomprensibili ci disorientano e divertono allo stesso tempo.

Il giorno dopo è tempo di trekking. Le mattine cominciano molto presto da queste parti; così come la notte piomba all’improvviso, il sole inizia a colorare il cielo poco prima delle 5 e la nostra strada verso il punto di incontro ai margini della giungla è un tripudio di canti e colori mai visti né sentiti, e tutt’oggi difficili da dimenticare.

La nostra guida ci aspetta puntuale e ci conduce nelle “viscere” del Tortughero. Il suo occhio acuto e preparato sommato alla conoscenza del territorio, ci permettono di vedere da molto vicino e fotografare  diverse specie animali tra cui tre serpenti endemici dei quali ci spiega particolarità mimetiche e tattiche di caccia. Le sue spiegazioni ci affascinano e ci aiutano a capire meglio i limiti ed i vantaggi delle caratteristiche intrinseche delle livree, delle forme e di altre peculiarità che la selezione naturale ha provveduto loro.

Oropelia GiallaUn paio di volte, per guadagnare uno scatto che fosse il più vicino e veritiero possibile, mi sono fatto letteralmente prendere fisicamente e riprendere verbalmente perché, sottovalutandone la pericolosità, ho cercato di avvicinarmi il più possibile alla viperaOropelia” (Bothriechis schlegelii), un soggetto particolarmente permaloso con gli ospiti privi di invito. Questo serpente non è enorme ma è molto pericoloso e soprattutto ha una capacità mimetica impressionante che cambia in base alle esigenze e al territorio in cui vive.

La giungla è fitta, densa e popolata e regala attimi indimenticabili che vanno dalla contemplazione delle cime altissime degli alberi al suono emesso dal vicino oceano ed è facile che il tempo passi senza accorgersi che è quasi ora di tornare.

E mentre una nuova sera cala sul Tortuguero ci regaliamo un po’ di relax sorseggiando un buonissimo mojito come solo da queste parti sanno fare; così seduti davanti al fiume mentre il sole scende furtivo tra gli alberi, tra il chiacchiericcio dei viandanti ed i suoni degli uccelli che scandiscono la fine di un altro giorno in questo angolo di bellezza ancora largamente dominato dai cicli della natura.


Informazioni Generali sul Tortuguero

Come arrivare:                                                                                                          

Per raggiungere il parco nazionale del Tortuguero ci sono pullman o taxi privati, i primi sicuramente molto più economici dei secondi, che partano da diverse località finanche dalla capitale San Josè.  I punti di approdo per imbarcarsi sono due: La Pavona a nord e Limon a sud.  La Pavona è molto più comoda e rapida per raggiungere Tortuguero mentre da Limon il tragitto è molto più lungo (3 ore e oltre) ma sicuramente più interessante perché si muove longitudinalmente al parco per raggiungere la meta.

In loco potrete comperare senza problemi i biglietti per il passaggio in barca.

A questo link potrete trovare maggiori e più specifiche informazioni.

Si può raggiungere il parco anche tramite aereo  atterrando a Limon, con la compagnia Nature air che dispone di ottimi bimotori da 12 persone che collegano la capitale con le zone a maggior attrattiva turistica.

Dove alloggiare:

Miss JuneLe accommodations in Tortuguero non sono molte. Noi abbiamo soggiornato da Miss Junie che raccomandiamo caldamente perché è appartato, pulito, bello e gestito al meglio.

Se prenotate escursioni con Barbara Hartung lei stessa intercederà per riservarvi una camera da Miss Junie o in un’altra struttura di pari livello.

Qui trovate altri suggerimenti.

EscursioniI pacchetti per le escursioni sono acquistabili direttamente in paese dai tour operators del posto.  Noi abbiamo preferito contattare via email la biologa Barbara Hartung per prenotare con lei escursioni private in barca e a piedi. Se vi interessa prenotate con largo anticipo perché la sua fama si sta diffondendo ed è piuttosto contesa di conseguenza è difficile trovare disponibilità soprattutto nelle stagioni più turistiche.

Scopri le M.E.S.I (MyExplorando Soustanability Icons):

Miss Junie:

People

Barbara Hartung:

Gaia


Indicazioni generali sul Costa Rica:

Sicurezza:

Il Costa Rica è un paese generalmente tranquillo; i livelli di attenzione che bisogna avere per quello che riguarda la micro-criminalità sono gli stessi che necessita avere in una qualunque altra città del mondo, quindi non sottovalutare niente e nessuno.                                                                                                                                                                                 In alcuni punti i proprietari dei resort e degli alberghi suggeriscono di non lasciare oggetti o borse non custodite così come macchine fotografiche e altri attrezzature appetibili per i ladruncoli, soprattutto quando vi recate in spiaggia. Lasciate sempre, nel limite del possibile, i passaporti e le carte nelle cassette di sicurezza.                                                                 Ci sono parecchie segnalazioni di oggetti e zaini rubati dalle macchine parcheggiate ai margini dei parchi da visitare, è sempre buona usanza non lasciare nulla di incustodito.

Nelle zone a più alto impatto turistico (parliamo della costa Atlantica dove siamo stati) c’è la presenza di piccoli spacciatori ma quel che importa è evitare di averci a che fare per non impattare sia con le forze dell’ordine che con problematiche legate a quel tipo di businness. Una regola legata al buon senso generale dice di evitare di mettersi in viaggio di notte anche perché la maggior parte delle strade sono sterrarte .

E’ sempre buona cosa tenere monitorato il sito ViaggiareSicuri.it

Quando andare:

Il Costa Rica, in relazione alla vastità del territorio e alla differenza di altitudini, è caratterizzato da una imprevedibilità climatica; è, comunque, generalmente accettato il fatto che, come in gran parte delle aree tropicali, vi sono due principali stagioni: la stagione secca (dry season, da metà novembre ad aprile) e la stagione umida (wet season, da maggio a novembre).

Fate particolare attenzione al sole perché è veramente forte e per pelli non particolarmente preparate è consigliabile l’utilizzo di creme protettive piuttosto potenti.

Come muoversi:

E’ possibile muoversi e girare in Costa Rica sia affittando un mezzo, generalmente un 4×4 vista che parecchie strade richiedono anche l’attraversamento di fiumi, sia con mezzi pubblici che con mini voli della Natur air che raggiungono quasi tutti i punti del paese.  La seconda scelta richiede più tempo negli spostamenti rispetto alla prima ma è anche molto divertente in quanto spesso i mezzi pubblici sono molteplici. Quindi per arrivare in un posto è possibile passare dal pullman, alla barca, al 4×4.

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